AGENTI GREEN, IL FUTURO DEI VENDORS

EQUOTUBE
Anche il mondo dei vendors si aggiorna e guarda al futuro: oggi i commerciali sono anche coloro che si sanno re-inventare ed accettare nuove sfide! Per questo Equotube lancia il #bethechangeyouwant: cerchiamo commerciali plurimandatari e vendors la nostra società 100% Made in Italy, specializzata in cofanetti regalo di esperienze GREEN. Per invio candidature manuela@equotube.it

La Fattoria Fuori di Zucca di EquoTube – Fattorie Aperte

La Fattoria Sociale Fuori di Zucca anche quest’anno aderisce alla Giornata Regionale delle Fattorie Aperte
Programma del giorno
– Ore 9.00: Accoglienza adulti e bambini con pane e marmellata bio e presentazione dell’azienda
– Ore 9.30: Laboratori “Mani in Pasta” e “Costruiamo le Girandole” a cui seguirà una passeggiata tra gli animali della Fattoria
– Ore 11.00: AgriAperitivo – presso la nostra Bottega (gratuito)
– Ore 13.00: Pranzo (facoltativo) per adulti e bambini – preferibilmente su prenotazione – costo a persona 15 € Info e prenotazioni pranzo 3290555632
Per informazioni o per aderire all’iniziativa prenotando una visita guidata in fattoria, contatta il num. 3491068552

https://www.equotube.it/equogusto/fuori-di-zucca-cucina-biologica.html

EquoTube Fattoria Fuori di Zucca

A tu per tu con Casale Il Sughero – Intervista ad Amedeo Trezza

Ecco a voi l’intervista fatta ad Amedeo ( responsabile di una nostra struttura in Cilento, Casale Il Sughero) :

1. Secondo te c’è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?

Credo sia efficace leggere la figura del turista, specie di quello verso paesi poveri e ‘sottosviluppati’, come ultima declinazione dei conquistadores cinquecenteschi: spesso gli europei sono stati prima conquistatori, poi facili commercianti, poi ‘moralizzatori’ con la religione cristiana, poi sfruttatori con le multinazionali di un capitalismo sperequatore e infine turisti, ma in ogni caso sempre in qualche modo speculatori.

Inoltre il turista moderno, non quella dei grand tours, è una figura creata ad arte dall’ industria del viaggio per declinare alla maniera consumistica il piacere della scoperta, trasformando un desiderio (quello di viaggiare) in un bisogno (cioè andare in vacanza da una vita che non ci soddisfa o da un lavoro che non ci piace).

Il viaggiatore, come spesso accade anche nel nostro bio-agri-b&b Casale Il Sughero, è colui che invece sa tutto ciò e riscopre il piacere spontaneo e non indotto di muoversi.

2. Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?

È difficile parlare di viaggiatore responsabile. Per restare in tema religioso: ‘è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che’ ..un uomo viaggi in maniera responsabile! Già solo lo spostarsi che richiede voli o viaggi lunghissimi è poco sostenibile in termini ambientali e per quanto si voglia essere attenti e sensibili e scegliere percorsi critici alla fin fine gran parte del budget di spesa va a finire in modo diretto o indiretto nelle mani delle multinazionali o dei capitali finanziari.

Tuttavia, poiché si parla di filiera corta e di ‘km 0’ sarebbe bene accorciare la filiera anche dei viaggi: fare meno le trottole e scegliere mete più vicine, memori del famoso detto cinese per cui grande viaggiatore è colui che resta a casa e osserva il microcosmo del suo piccolo giardino e, attraverso esso, fare esperienza di tutto il mondo.

Noi a Casale Il Sughero facciamo ospitalità rurale e spesso ci capita di avere viaggiatori residenti in altre regioni o nazioni che sono più ‘vicini’ e affini al nostro modo di concepire l’ospitalità rurale che non i viaggiatori che vengono dalle città più vicine, ma accade anche il contrario. Non è la geografia che conta ma le affinità elettive! In ogni caso basterebbe anche solo cominciare a scegliere secondo le proprie inclinazioni più profonde e non secondo quelle più superficiali delle agenzie di viaggio… La moda degli antropologi è quella di viaggiare in posti quanto più esotici possibile per scoprire il brivido dell’alterità; spesso però gli stessi antropologi detestano ricordare che il fondatore dell’antropologia è stato Immanuel Kant, filosofo che nella sua vita è stato tutt’ altro che viaggiatore incallito!

3) Come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?

Sicuramente imparando a leggerlo e non a violentarlo, ponendosi come primo obiettivo non il business e lo sballo dei suoi clienti ma il rispetto delle identità dei luoghi e dei suoi abitanti. Troppo spesso il turismo, anche quello nelle intenzioni di sostenibilità dichiarata, in cattiva o in buona fede, ha creato o indotto disequilibri socio-economici contribuendo alla scomparsa di delicati equilibri e di paesaggi culturali ormai irrimediabilmente persi.

Certo, non viviamo in un museo dove nulla si può toccare e tutto deve restare intatto così com’ è, la metamorfosi dei luoghi è essenziale alla loro sopravvivenza, ma non si devono forzare processi lenti e andare all’ arrembaggio.

Credo che una strategia vincente sia quella di offrire agli insider la possibilità di fare turismo, di ricevere viaggiatori nei modi di una diversificazione delle loro attività principali, in special modo se queste attività principali sono di carattere agricolo e caratterizzate dalla produzione di beni primari.

Noi ad esempio siamo una piccola fattoria in auto sostentamento: l’accoppiata turismo e alimentazione, viaggio e produzione di beni primari credo sia vincente per dar forza a chi presidia i territori restando nella terra e al contempo offrendo ai viaggiatori una chiave di lettura dei territori assolutamente privilegiata che è quella del linguaggio del cibo e della cura della terra.

4) Come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?

Mostrandolo (il turismo responsabile) come punta di un iceberg di un mondo diverso, di un modo diverso di intendere la socialità e i grossi temi della contemporaneità, proprio attraverso il linguaggio universale del cibo: proporre un pezzo di formaggio, un barattolo di marmellata, un biscotto integrale ecc. come metonimia (la parte per il tutto) di un mondo da scoprire dove ciò che si vede corrisponde alla realtà e dove tutto ciò che si riconosce come tale (un prodotto, ad esempio) permette al contempo di rintracciarne facilmente il processo generativo in termini sociali e il processo produttivo in termini economici.

5) Daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?

Prepararsi a un viaggio fuori significa anzitutto prepararsi a viaggiare dentro di sé, non è una fuga da sé e dalla propria condizione ma al contrario una occasione per un faccia a faccia diretto con se stessi. L’altrove siamo noi e non il posto più lontano della terra. Viaggiamo se abbiamo voglia di impegnarci e non di disimpegnarci, se abbiamo voglia di ricordare e non di dimenticare, se ci va di conoscere la diversità e non di ri-conoscere il già noto.

(fonte: In viaggio verso I.ta:ca‘ – foto de Casale Il Sughero)

EquoTube Cilento Casale Il Sughero
Turismo Responsabile In Italia – Casale Il Sughero

Ospitalità rurale in Cilento: il punto di vista di Casale Il Sughero

L’ospitalità rurale è: 

il contrario di agri-turismo, ovvero è abitare un territorio agricolo naturale spesso spopolato rispettandolo e traendo da esso sostentamento primario, partecipare attivamente alla sua vita, alle sue dinamiche, alla sua salvaguardia, viverlo nella dimensione della quotidianità e aprire la dimora della propria famiglia al viaggiatore consapevole e attento, accoglierlo e renderlo partecipe della possibilità di una nuova forma di urbanità.

L’ospitalità rurale non è:

l’agri-turismo, ovvero non è dislocare in un posto tranquillo una struttura ricettiva, declinare al modo naturale la vacanza conservando i confort, i costumi e i parametri concettuali di sempre, consumando ancora una volta, magari in maniera più sottile, un territorio rurale, snaturandolo.
Purtroppo assistiamo da alcuni anni a questa parte ad una continua e preoccupante inflazione linguistica in tema di sostenibilità ed ecologia nel settore turistico-ricettivo (leggi ad es. il precedente articolo del nostro blog: Turismo e anti-turismo: inflazioni linguistiche e pratiche devianti) che ci porta a imbatterci sempre più in finti agriturismi e residenze rurali, improbabili agri-campeggi e villaggi rurali che nascondono purtroppo solo strutture di vecchia concezione malcelatamente riconvertite in maniera più o meno posticcia per stare al passo con le mode del momento ma conservando sostanzialmente la loro impronta commerciale di basso profilo.
Per ridare dignità e ricominciare ad interpretare di nuovo i luoghi sublimi del paesaggio rurale italiano in maniera filologicamente onesta ma allo stesso tempo contemporanea c’è bisogno di rileggere il loro potenziale in modo tale da riconvertirlida luoghi dell’apparire a luoghi dell’abitare, da luoghi di vacanza (dal latinovacatio) a luoghi della presenza, da luoghi del fine settimana a luoghi della quotidianità.

In una espressione: da luoghi turistici dispensatori di merce a buon mercato a luoghi di produzione di beni di sostentamento primario (quotidiano) e aperti all’accoglienza di viaggiatori in punta di piedi che quando ripartono lasciano saperi ed emozioni dietro di sé anziché deserto, distruzione e immondizia.

Questi atteggiamenti, questa strategia interpretativa dei territori rurali sono ciò che anima la ospitalità rurale. Chi fa ospitalità rurale è abitante, spesso solitario ma non sempre, di un territorio che è uscito di scena, che non appare più come contemporaneo, un territorio abbandonato e dimenticato. Ma dobbiamo sostituire al termine ‘abbandono’ quello di ‘metamorfosi’, di ‘cambiamento’, di continuo cambiamento che (si) rigenera sempre.

Il nuovo abitante della ruralità contemporanea – il contadino contemporaneo – sa coniugare l’accoglienza con le buone pratiche di produzione quotidiana, sa far da mangiare e ospitare la sua famiglia così come il viaggiatore. Il nuovo abitante non si scoraggia di fronte all’abbandono del suo territorio ma sa decodificarne le potenzialità, intravede nel selvatico e nella ri-naturalizzazione la forza di un ecosistema con il quale egli interagisce in forma creativa e non impositiva.
E così colui che pratica l’ospitalità rurale non segue la moda agri-turistica perché non si tratta di ‘turismo agricolo’ ma al contrario di agricoltura offerta come stile di vita e di accoglienza al viaggiatore e pertanto opera anzitutto una scelta di vita fondata su di un’economia di sussistenza incentrata sulla auto-produzione di beni primari frutto del lavoro della terra, per sé e per la sua famiglia, contribuendo così a ripopolare e rendere di nuovo contemporanei i territori rurali. Decide così di aprire la sua dimora all’accoglienza dell’altro, del viaggiatore, ridonando tridimensionalità e spessore emotivo alle troppo spesso fredde e impersonali distanze indicate sulle cartine geografiche e che separano più che unire una città densa e l’altra.
Tra una città e l’altra esistono tante città invisibili, tante città diffuse rurali che attendono solo di essere riabitate, ri-contemporaneizzate, rese di nuovo dense, attraverso il lavoro della terra, la sobrietà dei consumi e delle abitudini, l’ascolto della natura e le relazioni umane che a questo passo sapranno tessersi.

incontra Amedeo e gli amici de Casale Il Sughero http://soggiornoresponsabile.equotube.it/salerno/bio-agri-bab-casale-il-sughero-tra-frutti-antichi-e-orti-sinergici

casale Il Sughero

 

NAPOLI – COSA C’E’ SOTTO: CON “NAPOLI SOTTERRANEA” NEL SOTTOSUOLO PARTENOPEO

Scoprire una città da una prospettiva diversa: quella dei suoi sotterranei. È questa l’esperienza proposta da “Napoli sotterranea”.

L’associazione organizza da più di vent’anni visite guidate ai sotterranei della città, che conservano innumerevoli tracce del passato. I percorsi sono infatti i resti, ben conservati, dell’antico acquedotto greco-romano scavato nel tufo. A questa architettura base si sono poi aggiunti interventi di epoca borbonica. Durante la seconda guerra mondiale, i tunnel sono anche stati utilizzati come ricoveri antiaerei, di cui oggi sono visibili delle riproduzioni. La visita comprende infine una suggestiva ricostruzione della cisterna centrale dell’acquedotto, illuminata da appositi faretti e a cui si accede da uno stretto cunicolo percorso a lume di candela.

Una volta riemersi dal percorso sotterraneo l’associazione propone un altro mini-tour per i resti romani inglobati nel tessuto urbano di via dei Tribunali: si potranno così ammirare le due colonne corinzie del tempio greco, ora integrate nella facciata della basilica di San Paolo Maggiore, e i resti dell’antico teatro romano, visibili scendendo nella cantina di un basso (le tipiche case napoletane situate a livello della strada).Terminata la visita ci si può rituffare nella Napoli grecoromana grazie agli scavi al di sotto dell’adiacente chiesa di San Lorenzo Maggiore. Nei pressi dell’entrata di Napoli sotterranea l’associazione ha allestito anche un piccolo museo del presepe napoletano.

 

Per informazioni visitare il sito: http://www.napolisotterranea.org/

 

VISITA NAPOLI E LA CAMPANIA CON LE STRUTTURE EQUOTUBE!

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L'ingresso del percorso guidato all'acquedotto