AGENTI GREEN, IL FUTURO DEI VENDORS

EQUOTUBE
Anche il mondo dei vendors si aggiorna e guarda al futuro: oggi i commerciali sono anche coloro che si sanno re-inventare ed accettare nuove sfide! Per questo Equotube lancia il #bethechangeyouwant: cerchiamo commerciali plurimandatari e vendors la nostra società 100% Made in Italy, specializzata in cofanetti regalo di esperienze GREEN. Per invio candidature manuela@equotube.it

EquoTube – appuntamenti etici del weekend

EquoTube vi aspetta con una serie di appuntamenti che impegneranno tutto questo weekend e che vi daranno l’opportunità di conoscerci di persona e di sentire parlare di turismo sostenibile ed esperienze green.

dal 6 al 8 ottobre
Fa’ la cosa giusta! Umbria 2017 -Umbriafiere
vi aspettiamo al nostro stand alla fiera degli stili di vita sostenibili e del consumo etico
6 ottobre
ore 18.00 a Venezia con Aqua Altra
EquoSpritz dedicato al turismo sostenibile, nella splendida cornice verde dell’orto del campanile – Carmini
7 ottobre
ore 17.00 a Rovigo con La Fionda di Davide
Si parlerà di turismo sostenibile e solidale, accompagnati da una degustazione dei suoi prodotti
ore 20.30 a Carpi, oratorio cittadino
Un incontro dedicato al turismo etico e all’incontro con l’Altro e la sua diversità
8 ottobre
ore 18.00 a Cesano Maderno con Associazione ConSenso
Sognando un grande viaggio o un semplice fine settimana, con degustazione di prodotti equosolidali.

Gli appuntamenti in Bottega aderiscono all’iniziativa nazionale “EQUOTUBE – PIACERE DI CONOSCERCI!”, che prevede una serata, un aperitivo, un incontro presso il punto vendita: un momento conviviale per poter stare insieme, dare un volto al Team EquoTube, spiegare il prodotto e presentarlo in pubblico. La serata solitamente è suddivisa in due parti: una prima introduzione al turismo responsabile (seguita da immagini relative agli itinerari di ViaggiResponsabili.org) e una carrellata di foto sulle strutture di EquoTube, per poter far toccare con mano le realtà dei partner aderenti.

VI ASPETTIAMO!

autunno equotube

Umbria – Il mito di Agilla e Trasimeno

E’ l’amore impossibile, quello corrisposto ma non realizzabile, che troviamo nella storia di Trasimeno e Agilla. Una leggenda che parla di una ninfa e del figlio del mare, desideroso di vivere con l’amata.

Si racconta che un giorno, mentre Trasimeno si stava bagnando nelle acque del lago, il giovane sentì dei canti che provenivano da un grande palazzo dell’isola Polvese.
Il principe, incuriosito da un canto così angelico, subito raggiunge quel luogo e scoprì che quel canto era la melodiosa voce di una stupenda ninfa, che viveva nelle acque del lago.
Tanto fu lo stupore e l’attrazione, che il giovane subito si innamoro’ della ragazza, di nome Agilla. Così, a partire dal momento, non passava giorno senza che Trasimeno si recasse sulle rive del lago per ascoltarla.

Anche Agilla amava Trasimeno con tutto il suo cuore. I due coronarono ben presto il loro sogno d’amore, sposandosi. Trasimeno, però, non potendo vivere costantemente con Agilla, non esitò a gettarsi nelle acque per rimanere eternamente con la dolce amata. La sua morte diede a questo lago il suo nome, che da quel giorno si chiamò, appunto, Trasimeno.

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Non m’importa se le nubi
mi chiudono il cielo,
se la notte
mi cinge di nero;
non m’importa perché
lo splendore del sole
io l’ho dentro di me.

Non m’importa se l’autunno
dispoglia la terra,
non m’importa perché
il rigoglio dell’erba
io l’ho dentro di me.

 Non m’importa se l’inverno
mi stringe nel gelo,
non m’importa perché
il calore del sole
io l’ho dentro di me.”

da Alessandro Valecchi (Edizioni Guerra):
“Agilla e Trasimeno – Taccuino del Lago”

Agilla e Trasimeno

 

 

 

 

 

 

Umbria da scoprire

L’Umbria: terra di campi di grano e di girasole, piccolo cuore d’Italia con il verde dei suoi boschi … un paesaggio incantato tra silenzio e memoria, un vociare di storia, religione e cultura, mescolato nel più profondo silenzio.

In Umbria si trovano gli itinerari turistici più classici, ma anche le avventure per persone vere, di incontro .. in cui gli occhi scendono nel cuore.

Qui tutto ricorda lo scenario dello spiritualismo che ha fatto questa terra la regione con il più alto numero di santi. A cominciare da Assisi che, con San Francesco, Santa Chiara e Sant’Agnese, ne detiene il primato. Ma il rassicurante profilo dei borghi e l’aura di santità non è che un aspetto, che spesso svanisce varcando la soglia di questi paesi. La grazia dell’ambiente circostante contrasta con la fierezza e la severità dei palazzi del potere e dei ripidi vicoli, nei quali si coglie un altro volto di questa regione, che diede i natali ai più spregiudicati capitani di ventura del Rinascimento.

Fede
Natura
Storia
Leggenda
… l’Umbria è tutto questo
… e anche di più!

Montefalco – La leggenda del Beato Pellegrino

La mummia del Beato Pellegrino da Montefalco (PG) è conservata in una teca, all’interno della chiesa di Sant’Agostino. E’ davvero incredibile la perfetta conservazione del corpo, oltre che la sua leggenda molto affascinante

Si dice che quest’uomo giunse in Montefalco per venerare Santa Chiara. Terminata la sua visita alla chiesa dedicata alla santa, costui si recò alla chiesa di Sant’Agostino, dove aveva probabilmente l’intenzione di pregare anche i corpi delle due devote alla santa, le Beate Illuminata e Chiarella.

L’uomo rimase nella chiesa anche dopo l’orario della chiusura e si addormentò, infine, ai piedi di un confessionale. Al mattino, il sacrestano trovò l’uomo in quella posizione e tentò vanamente di svegliarlo: il pellegrino era morto nella stessa posizione in cui lo vediamo oggi, all’interno della teca.

L’uomo venne così sepolto, ma l’indomani mattina il sacrestano, una volta aperta la chiesa, trovò di nuovo il corpo nella posizione in cui l’aveva trovato il giorno precedente. Fu sepolto parecchie volte e sempre ritrovato fuori dalla sua tomba, finché non venne collocato nel campanile.

La magia di questa storia, però, non finisce qui, perché dopo circa un secolo il corpo, che sarebbe dovuto essere decomposto, era ancora integro come lo vediamo oggi, oltre che nella stessa postura, venne  chiuso nella teca che vediamo oggi.

Questa è la prodigiosa storia del Beato Pellegrino, di cui non si conosce il nome,
né la provenienza.

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